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sound-art _ data sonification _ electronic music
three Minutes of silence
sound art
surveillance capitalism
electromagnetic listening
Lo schermo è nero, le notifiche sono silenziate, la vibrazione è disattivata: il telefono sembra spento, silenzioso, senza peso. Eppure il dispositivo continua a lavorare in sottofondo, calcolando, monitorando e svolgendo attività per conto delle piattaforme. “Three minutes of silence – are phone spying on us? are we spying on phones?” documenta questa inquietante attività. Dei microfoni sensibili alle onde elettromagnetiche collegati a uno smartphone ne catturano tutti i processi nascosti.
Dalle 9 alle 10, ogni mattina per una settimana, tutto viene registrato. Un rituale: isolare il telefono, regolare i microfoni, premere “registra” e lasciarlo in funzione senza alcun intervento durante una delle ore più frenetiche della giornata. Ne emerge un panorama sonoro frenetico: toni, bip, glitch e rumori, così concitati che occorre riprodurli a metà velocità per coglierne tutte le sfumature.
La selezione va dalle 9:17 alle 9:20, copre un arco di tre minuti distribuiti su sette giorni, compressi in sei. Ascoltarla significa ascoltare l’invisibile, riconnettersi con processi a noi nascosti, anche quando scegliamo consapevolmente di nasconderli, e sintonizzarsi su un paesaggio cibernetico invisibile che non dorme mai e non si ferma mai.

Il progetto figura tra i dieci finalisti (al 7° posto) dell'open call Landscape2526, che mira a esplorare le interazioni tra suono, territorio e linguaggi contemporanei.